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La castagna in Ticino

La castagna in Ticino

“Però però però, se ci ripenso un po’, ad un piatto di castagne non dico mai di no”

Da molto tempo le castagne fanno parte della tradizione culinaria ticinese. Nella nostra terra sono molto amate, sia dai più grandi che dai più piccini.

Nei secoli scorsi i contadini ticinesi si riferivano al castagno con il nome di “Albero del pane”. Le castagne rappresentavano infatti una preziosissima e abbondante fonte di cibo, specialmente nel periodo invernale. Nostra nonna ci ha raccontato che quando era bambina ne mangiavano tutti i giorni. Venivano fatte sul fuoco oppure bollite. Quelle che non venivano consumate immediatamente venivano invece fatte essiccare così da poterle trasformare poi in farina.

In Ticino i boschi castanili ricoprono una buona fetta dei nostri paesaggi. In parte anche grazie al lavoro delle comunità rurali di un tempo che con impegno e dedizione piantavano nuove piante di castagno per facilitare la loro propagazione. Una pianta adulta in salute può produrre dai 20 ai 40 chili di castagne. Questo grande numero fa capire quanto fosse importante per i nostri avi avere almeno uno di questi alberi a portata di mano.

Oggi l’albero di castagno, dato l’importante ruolo che ha ricoperto nella storia ticinese, viene protetto e valorizzato. Nel Malcantone è possibile fare il Sentiero del Castagno, passeggiata di 15 chilometri attraverso i magici boschi castanili del nostro paese.

Inoltre, sia nella stagione autunnale che in quella invernale, la castagna occupa ampio spazio all’interno della gastronomia ticinese. Oltre ad essere molto apprezzata nella sua versione originale, oggi è possibile trovarla anche sotto forma di pasta, cereali, birra e così via.


Abbiamo chiesto a un paio di amici a che cosa associano la castagna. Ecco alcune delle loro risposte:

“A me viene in mente la torta alle castagne e quando andavo a raccogliere ad Arzo con mia nonna e i miei cugini. Poi c’è la castagna scaccia malanni da tenere nella tasca della giacca tutto l’inverno così non ti ammali. Mio padre me ne ha appena data una enorme! Ahh e ovviamente il tipo che le vende a Lugano!” – Celeste

“Che buone! A me viene in mente la mia famiglia, di solito le mangiamo con il latte e la panna. Se penso alle castagne penso anche all’autunno, quando si sta sotto il piumone e le si mangia guardando un film” – Sharon

“Torta di castagne, vermicelles con meringhe e doppia panna della Gruyere” – Valentina

“A me vengono in mente le passeggiate nel bosco e l’atmosfera che c’è in casa quando è autunno e fuori è buio: si sta davanti al fuoco e si cena tutti insieme” – Nicoletta

“Mi ricordano la mia infanzia. Il rumore delle foglie che si sentiva quando le si spostava con un bastone per cercare le castagne più ciccione” – Aviva

Vi chiederete, ma perché ci sono solo risposte date da donne? Bhè, i nostri amici maschi sono stati molto più concisi, ecco le loro risposte:

“Vermicelles” – Federico

“Riccio” – Jacopo

“Preso in castagna” – Fabio

Una ricetta facile facile per delle sfiziose castagne

Castagne al forno

Lasciate le castagne a mollo nell’acqua fredda per 2 ore. Dopodiché scolatele e tamponatele con dello Scottex per asciugarle. Preriscaldate il forno a 250 gradi. Praticate un taglio di 2-3 centimetri su ogni castagna per evitare che scoppino durante la cottura. Disponetele su una teglia. Quando il forno è pronto lasciatele dentro per 25-30 minuti circa a dipendenza della grandezza delle vostre castagne.  Tiratele fuori e avvolgetele in un asciugamano da cucina. Lasciatele raffreddare per 10 minuti e poi buon appetito: quando sono ancora calde sono deliziose!